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Words of Sustainability

Salute e sicurezza sul lavoro

A cura della redazione di ESGNews

Cos'è la sicurezza sul lavoro

Il legislatore definisce la sicurezza sul lavoro come l'insieme delle misure per proteggere la salute e l'incolumità dei lavoratori da infortuni e malattie professionali. Nella percezione comune, è spesso associata esclusivamente alle procedure destinate a tutelare l’incolumità fisica del lavoratore. Negli ultimi anni, tuttavia, questo concetto si è ampliato fino a includere la sfera psicologica e il benessere complessivo della persona. Parlare di sicurezza sul lavoro significa quindi considerare l’insieme di regole, procedure e obblighi formativi finalizzati a proteggere sia la salute fisica sia quella mentale.

In realtà, la sicurezza è innanzitutto una questione culturale. Nasce dal riconoscimento che il benessere psicofisico delle persone rappresenti la condizione essenziale per qualsiasi attività economica. Nella pratica, questo principio si traduce in una corretta progettazione di spazi e attrezzature e in misure strutturate di prevenzione dei rischi fisici (come urti, cadute, posture scorrette o movimentazione di pesi) e organizzativi (tra cui carichi di lavoro non equilibrati, turnazioni poco sostenibili o procedure non chiare).

La “cultura della sicurezza” in azienda implica la partecipazione attiva di tutti i dipendenti e collaboratori, opportunamente formati e consapevoli dei rischi, e va adattata anche all’evoluzione del mercato del lavoro, che vede l’affermarsi di nuove tecnologie e modelli ibridi. Da un’indagine sottoposta a oltre 25mila lavoratori e lavoratrici nell’Unione europea emerge che quasi la metà (il 48%) afferma che il digitale determina il ritmo del proprio lavoro, mentre il 28% segnala un aumento del carico e il 30% una maggiore condizione di isolamento[1].

Un aspetto importante è quello di sapere analizzare e prevenire i rischi futuri. L’Agenzia europea per la sicurezza e salute sul lavoro (EU-OSHA) sta per esempio studiando le implicazioni del prolungamento della vita lavorativa delle persone che comporta una forza lavoro sempre più anziana.



[1] https://osha.europa.eu/it/publications/summary-osh-pulse-2025-occupational-safety-and-health-era-climate-and-digital-change

Lo sapevi che?

Nell’Unione europea il riferimento unitario per la salute e sicurezza sul lavoro è la direttiva 89/391/CEE, la cosiddetta “Direttiva Quadro”, che ha introdotto un approccio basato sulla prevenzione e sulla responsabilità condivisa. In Italia questo impianto è recepito dal D.Lgs. 81/2008, che definisce ruoli, obblighi e modelli organizzativi. A livello volontario, la UNI ISO 45001:2018 è lo standard internazionale che le aziende possono adottare per trasformare la sicurezza in un processo strutturato e misurabile. Esistono poi linee guida tecniche per ridurre l’esposizione dei lavoratori a sostanze pericolose come gli Hazardous Medicinal Products (HMPs)[1].

Ma per capire davvero cosa significa sicurezza oggi bisogna osservare come lavorano le persone. L’indagine europea ESENER 2024 mostra che i rischi più frequenti nascono dalla quotidianità: sedentarietà prolungata (64%), movimenti ripetitivi delle braccia e delle mani (63%), sollevamento di carichi pesanti (52%)[2]. Sono segnali di ambienti e ritmi che stanno cambiando con la digitalizzazione, l’ibridazione del lavoro e la crescente pressione dei tempi produttivi.



[1] https://osha.europa.eu/en/legislation/guidelines/guidance-safe-management-hazardous-medicinal-products-work

[2] https://osha.europa.eu/en/about-eu-osha/press-room/prolonged-sitting-psychosocial-risks-and-digitalisation-top-workplace-safety-and-health-concerns-new-eu-survey-reveals

Il quadro degli incidenti conferma la rilevanza del tema: nel 2023 in Europa si sono registrati 2,82 milioni di infortuni non mortali e 3.298 mortali[1]. Il settore a maggiore rischio di incidenti mortali è quello delle costruzioni che, da sole, rappresentano circa un quarto del totale. Per quanto riguarda gli incidenti non fatali, invece, i comparti che registrano maggiori incidenti sono l’industria manifatturiera (che include gran parte delle industrie e delle tecnologie industriali), seguita di nuovo dalle costruzioni e dalla distribuzione.

In Italia, tra gennaio e settembre 2025 si sono rilevate complessivamente 310.726 denunce di infortuni sul lavoro, di cui 570 con esito mortale. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, le denunce di malattie professionali protocollate segnano un aumento del 9,72%, arrivando a un totale di 71.682[2].

Dati che raccontano quanto la sicurezza sia un indicatore dello stato di salute complessivo delle aziende. Quando le persone lavorano in condizioni solide e ben progettate, l’intero sistema regge meglio; quando invece questo equilibrio si incrina, le conseguenze emergono in fretta.



[1] https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Accidents_at_work_statistics

[2] https://casellario.inail.it/content/dam/casellario/documenti/2025/11/Bollettino%20gennaio%20settembre%202025.pdf

Salute e sicurezza sul lavoro per Angelini Industries

Per Angelini Industries, la salute e sicurezza sul lavoro è uno dei princìpi fondamentali del modo di fare impresa. Il Gruppo ha l’ambizione di mantenere a “zero” gli infortuni gravi sul lavoro[1] : impegno formalizzato nel Piano ESG 24-26 di Gruppo e traguardo raggiunto in tutti i siti. Andando ben oltre la semplice conformità normativa, la cultura della sicurezza coinvolge attivamente la popolazione aziendale attraverso piani di formazione continua, una chiara attribuzione delle responsabilità, la partecipazione ai processi di valutazione dei rischi e un sistema strutturato per segnalare incidenti, near miss e suggerimenti di miglioramento. Le informazioni su cambiamenti operativi o situazioni non ordinarie vengono comunicate attraverso canali dedicati.

Ogni società del Gruppo procede con la valutazione dei propri rischi (DVR), adottando un approccio basato sull’identificazione sistematica dei pericoli, sull’analisi delle potenziali criticità e sull’integrazione di dati e normative di riferimento. Questo impegno si traduce anche in best practice specifiche: i sistemi UNI ISO 45001:2018 adottati da Angelini Pharma e Angelini Technologies – Fameccanica, il piano di formazione triennale “Culture R’Evolution” con il Manifesto del Cambiamento in dodici punti, implementato fin dal 2022 da Angelini Pharma, e strumenti digitali come ARES 81 e VT Click utilizzati da Angelini Wines & Estates. Il tutto è accompagnato da servizi di tutela sanitaria che includono visite mediche mirate, protocolli aggiornati, cartelle sanitarie dedicate e ulteriori supporti come check-up, assicurazioni e servizi psicologici.
Infine, diffondere la cultura della sicurezza utilizzando tutti i linguaggi e rompendo gli schemi tradizionali si può. Questo è lo spirito con cui Fater, la joint venture tra Angelini Industries e P&G, ha portato nel Campus Fater e fra le linee di produzione degli stabilimenti produttivi di Pescara e Campochiaro il concerto
ROCK'N'SAFE®, un format per riflettere su un tema caro alla vita di tutti attraverso le emozioni della musica.

Ma l’impegno per garantire elevati standard in materia non si limita all’azione diretta delle società di Angelini Industries e ai loro dipendenti: le Società del Gruppo adottano infatti misure mirate rivolte ai target dei fornitori, degli appaltatori e dei partner esterni.


[1]  Come definiti dagli Standard GRI, utilizzati ai fini del Bilancio di Sostenibilità del Gruppo.

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